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Incentivi e Agevolazioni, Innovazione Digitale, Sostenibilità e ESG

Transizione 5.0 punta al rialzo, anche per il passato

Posted on Dicembre 22, 2025

Sul finire di ottobre, il Ministro Urso aveva annunciato che sarebbero state presentate alcune modifiche al Credito d’imposta 5.0, volte ad aumentarne l’efficacia, tra cui l’innalzamento delle aliquote, semplificazioni procedurali e chiarimenti. Tutto sta acquisendo finalmente concretezza, a beneficio delle imprese.Novità nelle FAQ di novembre: semplificazione e chiarezzaIl 2 novembre sono intervenute importanti FAQ che ampliano le maglie dell’incentivo, consentendo una significativa semplificazione delle procedure di calcolo del risparmio energetico, chiarendo anche – tra le altre previsioni – la non obbligatorietà dell’alienazione del bene strumentale sostituito, l’ammissibilità delle macchine agricole semoventi con motore endotermico alimentate a combustibile fossile e, a talune condizioni, degli impianti tecnici di servizio per le imprese di servizi.Credito d’Imposta 5.0: modifiche alla disciplina con l’emendamento GelmettiInoltre, nell’ambito della procedura di conversione in legge del D.L. 155 del 19/10/2024 (da effettuarsi entro il 18/12), con l’emendamento Gelmetti, sono state proposte modifiche alla disciplina incentivante, che sembrerebbero essere state concertate con i tecnici del MIMIT, in grado di fornire un afflato propulsivo al Piano. Tali modifiche, ove approvate, troverebbero applicazione a tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2024.Aumento delle aliquote fino al 60% e ampliamento del primo scaglioneSe attualmente si contano 9 aliquote, che coniugano 3 scaglioni di investimento e 3 classi di efficientamento energetico, sino ad un’intensità massima del 45% del costo sostenuto, è stato proposto di ricondurre l’incentivo a 6 aliquote, che combinano 2 soli scaglioni e 3 classi di efficientamento energetico, sino ad un beneficio massimo del 60% del costo sostenuto. Al contempo, si ventila un innalzamento da 2,5 a 10 milioni per il primo scaglione, ossia quello maggiormente premiante, così che risulti possibile ottenere il credito d’imposta più elevato per 7,5 milioni di investimenti in più, per ogni anno di completamento del progetto di innovazione, su un massimo di 50 milioni.Di fatto, si registrerebbe un incentivo pari:al 15% dei costi in più sull’attuale primo scaglione di investimenti sino a 2,5 milioni (in relazione alle 3 classi di efficientamento energetico, si passa rispettivamente dal 35% al 50%, dal 40% al 55%, dal 45% al 60%),al 35% dei costi in più sull’attuale secondo scaglione da 2,5 a 10 milioni (dal 15% al 50%, dal 20% al 55%, dal 25% al 60%),al 10% dei costi in più sull’ultimo scaglione da 10 a 50 milioni (da 5% a 15%, da 10% a 20%, da 15% a 25%).Fotovoltaico: agevolazioni fino al 90%Si intensificano anche le maggiorazioni da applicare agli impianti fotovoltaici agevolabili, che potrebbero essere incentivati sino al 90% contro il 63% attuale.In particolare, l’emendamento Gelmetti propone di maggiorare la base di calcolo del credito d’imposta:al 130% per i moduli fotovoltaici made in UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%, che attualmente non godono di alcuna maggiorazione;al 140% (attualmente al 120%) per i moduli fotovoltaici con celle, entrambi prodotti in UE, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;al 150% (attualmente al 140%) per i moduli prodotti in UE composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte in UE con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.Cumulo con il Credito d’Imposta ZES UNICA e ZLSSi propone, altresì, di far decadere il divieto di cumulo tra Transizione 5.0 ed il Credito d’imposta ZES UNICA e con il Credito d’imposta ZLS, facendo permanere solo l’incumulabilità con Transizione 4.0 e con gli incentivi finanziati con risorse comunitarie.Cosa aspettarsi per il futuro della Transizione 5.0Queste modifiche al Piano Transizione 5.0 rappresentano un’opportunità concreta per le imprese italiane che investono nell’innovazione e nella sostenibilità. Ancora non è detta l’ultima parola, in attesa delle debite approvazioni, ma auspichiamo che possano andare in porto queste ed ulteriori modifiche alla disciplina del Piano Transizione 5.0.

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