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Capire il nuovo iper-ammortamento

Posted on 24 Feb alle 2:03 pm

Il nuovo iper-ammortamento, introdotto dall’articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, esordisce in un momento di trasformazione epocale dell’economia e della società contemporanea, che coincide con il completamento della terza rivoluzione industriale e l’ingresso nella quarta (cfr. Libro Bianco del Made in Italy 2030). Le tecnologie che guidano oggi la transizione tecnologica verso la quarta rivoluzione industriale sono definite abilitanti e presentano dei caratteri innovativi rispetto alle tecnologie del passato.

Sono, innanzitutto, tecnologie emergenti, ancora in fase di sviluppo e non pienamente utilizzate, la cui maturità si stima giungerà a compimento nei prossimi vent’anni. Sono tecnologie dirompenti, perché in grado di determinare profonde trasformazioni socioeconomiche, rivoluzionando i modi di produzione tradizionali. Sono trasversali poiché le loro applicazioni ed effetti interessano molteplici settori produttivi e interdipendenti, in quanto rappresentano un gruppo di tecnologie connesse che, se messe a sistema, possono produrre risultati molto superiori (cfr. Centro Economia Digitale. Tecnologie di frontiera. Elementi per una strategia nazionale ed europea. 2023).

 

Cosa cambia rispetto al passato?

Il nuovo iper-ammortamento fonde elementi già presenti nei piani nazionali Transizione 4.0 e Transizione 5.0, ne aggiunge di nuovi e semplifica alcuni aspetti critici della Transizione 5.0 che ne hanno inizialmente frenato l’utilizzo.

In particolare, rispetto a Transizione 5.0, scompaiono: i target di risparmio energetico per progetto di innovazione, in relazione alla struttura produttiva o al processo interessato dall’investimento, i vincoli DNSH, le misurazioni e i calcoli per ottenere le certificazioni del risparmio energetico.
Rispetto ai già citati piani nazionali cambia anche la forma dell’incentivo, dalla compensazione in F24 dei crediti d’imposta si passa a una maxi‑deduzione che riduce l’imponibile nel corso del periodo di ammortamento fiscale dei beni agevolati.
Inoltre, la nuova misura modifica l’ambito oggettivo rispetto alla Transizione 5.0, la quale aveva aggiunto al precedente paradigma tecnologico 4.0 nuovi elementi specificamente volti a sostenere la transizione energetica delle imprese italiane (beni materiali per autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo e attività di formazione).
Da un lato, l’esclusione dal novero degli investimenti agevolabili delle attività formative restringe l’ambito oggettivo; dall’altro, la sostituzione dei vecchi allegati A e B con i nuovi Allegati IV (beni materiali) e V (software) amplia il perimetro tecnologico dei beni agevolabili.

Questa modifica appare quella di maggior rilievo, in particolare nell’Allegato IV è stato aggiunto il nuovo Gruppo IV: infrastrutture di calcolo (HPC, server GPU/edge per AI), connettività industriale (5G, Wi‑Fi industriale, reti IT/OT) e cybersecurity OT/IT entrano tra i beni agevolabili come “abilitatori” delle fabbriche interconnesse.
Nell’Allegato V, l’elenco si amplia ad AI generativa e agentica, MLOps, piattaforme dati/analytics, software per la sostenibilità e cybersecurity.

Cambia anche l’intensità di aiuto rispetto all’ultima Transizione 4.0-2025, che prevedeva benefici fiscali netti del 20%, 10% o 5% rispettivamente per investimenti fino a 2,5 milioni, da 2,5 a 10 milioni e da 10 a 20 milioni, contro 43,2%, 24% o 12% a parità di scaglioni d’investimento.

Sotto il profilo procedurale la nuova misura prevede le stesse comunicazioni di Transizione 4.0-2025 (preventiva, conferma e completamento), mentre il set documentale, oltre alla perizia tecnica asseverata, include anche la certificazione contabile e un’attestazione made in UE/SEE.

 

Più vantaggi rispetto al passato

La nuova misura è stata progettata per sostenere l’evoluzione verso modelli di manifatturiero avanzato (“smart factory”), che abbinano ai processi produttivi fisici tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, connettività industriale, big data, IoT.

L’incentivo non premia solo il macchinario, ma l’infrastruttura digitale che lo rende “smart”: server per AI, reti industriali, sicurezza e piattaforme software specifiche.
È ciò che mancava per scalare davvero verso “smart factory” più competitive e resilienti.

Inoltre, a differenza della precedente Transizione 4.0, qui compaiono esplicitamente soluzioni di front‑end (totem, self‑checkout, camerini digitali, XR) e software a supporto delle attività commerciali e di servizio.

Il nuovo iper-ammortamento è dunque una misura “nativamente” pensata per “smart factory”, servizi e retail.
L’annunciata eliminazione totale dei vincoli “Made in EU” per l’acquisto dei beni incentivati, che rischiava di rallentare il processo di ammodernamento delle imprese italiane, renderà più semplice l’applicazione della misura, eliminando forse il principale svantaggio rispetto al passato.

 

Alcuni consigli pratici

Innanzitutto, mappare bene i fabbisogni tecnologici, collegarli alle voci degli Allegati IV/V, poi elaborare un piano di investimenti triennale, considerando che la competenza fiscale degli stessi dovrà essere compresa nel periodo 1.01.2026-30.09.2028 e che, in caso di incapienza fiscale, il beneficio si “trascina” aumentando la perdita fiscale futura.

 

Considerazioni finali

La nuova misura rappresenta senza dubbio un passo avanti fondamentale nell’ambito della politica industriale italiana.

In questo caso il legislatore ha saputo cogliere le esigenze tecnologiche e di flessibilità delle imprese, semplificando allo stesso tempo procedure e vincoli che avevano frenato la Transizione 5.0.

L’ampliamento del perimetro tecnologico e l’elevata intensità di aiuto sono punti di forza che possono davvero favorire la transizione verso modelli produttivi avanzati. In un mondo che corre veloce, questa misura sembra offrire al sistema produttivo italiano un boost importante per stare al passo dei competitor sui mercati globali, a patto di attivare rapidamente la misura con l’emanazione del decreto attuativo, di rendere operativa la piattaforma informatica del GSE e di rimpinguare la dotazione finanziaria iniziale di 4 miliardi quando sarà esaurita.

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    SI











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