Lazio e Marche: 120 milioni di contributi per contrastare la deindustrializzazione

A seguito dei brillanti risultati conseguiti con la prima versione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, la misura è stata rifinanziata nonché aggiornata con una nuova edizione, disciplinata dal DPCM 19 maggio 2025 e dall’Avviso approvato dal Dipartimento per le politiche di coesione e pubblicato il 24 giugno.
I successi della misura
Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione (FCD), istituito dall’articolo 1, comma 200, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 e successivamente rifinanziato dall’articolo 13, commi 4 e 5, del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, si inserisce nel quadro delle politiche di sostegno ai territori maggiormente esposti ai fenomeni di deindustrializzazione.
La prima edizione dell’intervento, finanziata con una dotazione complessiva di 136 milioni di euro, ha registrato una partecipazione significativa del sistema produttivo locale, confermando la rilevanza dello strumento quale leva di sviluppo territoriale. In particolare:
- il volume complessivo degli investimenti attivati ha superato i 276 milioni di euro;
- a fronte di 1.451 domande presentate, sono stati adottati 872 provvedimenti di concessione, con esaurimento integrale delle risorse.
- risultano conclusi 605 programmi di investimento alla data del 15 giugno 2026;
- le imprese beneficiarie e procedere alla rendicontazione entro il 30 giugno 2026, con riferimento a progetti completati entro il 31 dicembre 2025.
Per il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti “la misura nella sua prima versione ha funzionato“. Il totale erogato è pari a 94,4 milioni di euro.
Alla luce dei risultati conseguiti, nel 2024 il legislatore ha disposto il rifinanziamento del Fondo con ulteriori 120 milioni di euro. In attuazione delle disposizioni normative, è stato adottato il DPCM 19 maggio 2025 che disciplina il riparto delle risorse e consente l’avvio della nuova versione dell’intervento.
La seconda edizione 2026
Con il decreto del Capo Dipartimento n. 262 del 18 giugno 2026 è stata disposta la pubblicazione del nuovo Avviso pubblico ed è stata individuato il soggetto gestore dell’intervento agevolativo. L’incentivo è gestito da Invitalia e promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le risorse
“Il rifinanziamento di questo decreto – ha spiegato Foti – nasce per contrastare la deindustrializzazione e rafforzare il tessuto produttivo del Lazio e delle Marche. Siamo fermamente convinti che si debba tornare allo stesso risultato anche quando finiranno le procedure per queste significative iniziative“.
La nuova edizione del Fondo mette a disposizione complessivamente 120 milioni di euro, ripartiti tra sei ambiti territoriali. Le risorse sono così ripartite:
Consorzio industriale del Lazio – dotazione complessiva di 100 milioni di euro, di cui:
- 20 milioni per l’ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale
- 20 milioni per l’ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino
- 20 milioni per l’ex Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina
- 20 milioni per l’ex Consorzio per lo sviluppo industriale di Frosinone
- 20 milioni per l’ex Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Rieti
Consorzio Piceno Consind – dotazione complessiva di 20 milioni di euro.
I beneficiari
Le risorse sono destinate alle imprese manifatturiere, identificate dalla sezione C della classificazione ATECO 2025, che abbiano un’unità produttiva o intendano insediarne una nuova nei territori comunali di competenza dei Consorzi industriali interessati.
Gli investimenti ammessi
Sono ammesse alle agevolazioni le spese sostenute esclusivamente tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028, relative ad almeno uno dei seguenti ambiti di intervento:
- ristrutturazione o realizzazione dell’immobile in cui si svolge l’attività manifatturiera
- ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività industriali
- investimenti immateriali
- conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica
- avvio di nuove unità produttive
Inoltre, le spese devono riguardare:
- opere murarie, impiantistiche, strumentali e assimilate
- macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione
- immobilizzazioni immateriali
L’incentivo
Nei limiti del Regolamento de minimis, alle imprese beneficiarie può essere concesso un contributo di importo non superiore al 100% delle spese ammesse e di 300.000 euro per impresa.
Le agevolazioni saranno erogate a seguito di un’apposta richiesta di erogazione delle imprese beneficiarie tramite piattaforma informatica. Le modalità di richiesta di erogazione possono essere:
- anticipo (50% del contributo concesso previa presentazione di apposita garanzia fideiussoria; può essere richiesto entro 60 giorni dalla data di restituzione del provvedimento di concessione controfirmato)
- Sal a saldo/Unica soluzione
La presentazione delle domande
Le domande di contributo devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso la procedura informatica disponibile nell’Area riservata del sito di Invitalia, secondo le modalità e gli schemi messi a disposizione dal soggetto gestore.
A partire dal 31 luglio 2026, le imprese potranno effettuare la registrazione alla piattaforma secondo le modalità descritte nell’Area riservata del sito di Invitalia. Tale registrazione è finalizzata esclusivamente all’accesso alla procedura informatica e alla predisposizione della domanda e non attribuisce in alcun caso alcuna priorità, preferenza o vantaggio ai fini dell’assegnazione del protocollo associato alla domanda di agevolazione.
Lo sportello sarà aperto dalle ore 12:00 del 31 agosto 2026 alle ore 12.00 del 30 ottobre 2026. L’iter istruttorio sarà avviato, nel rispetto dell’ordine cronologico delle domande presentate, a partire dalla chiusura dello sportello.
Invitalia, in qualità di soggetto gestore, cura gli adempimenti tecnici e amministrativi relativi alla misura, inclusi l’istruttoria delle domande, la concessione delle agevolazioni, l’erogazione delle risorse, il monitoraggio, la verifica della rendicontazione e le eventuali attività di recupero in caso di revoca.




