Lo scorso 22 giugno con una nota del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è stata data notizia del via libera della Commissione Europea al Decreto ministeriale del 19 aprile 2023 che stanzia le risorse residue della misura “Parco Agrisolare” del PNRR per finanziamenti a fondo perduto fino all’80% per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Le risorse stanziate Il Decreto del 19/04/2023, approdato in Gazzetta Ufficiale n.152 del 1° Luglio, ha stanziato, a valere sul secondo sportello 993.031.470,19 euro così suddivisi: 693.031.470,19 euro per le imprese del settore della produzione agricola primaria ; 150 milioni di euro per le imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli ; 75 milioni di euro per imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli ; 75 milioni di euro per le imprese del settore della produzione agricola primaria, senza il vincolo dell’autoconsumo . Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il provvedimento, secondo il comunicato stampa del ministro dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sarà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale . Seguirà poi la pubblicazione del nuovo Avviso 2023 che definirà la platea dei beneficiari, i criteri di ammissione al beneficio, le modalità e i termini di invio delle domande. I beneficiari Come nel precedente bando, i beneficiari della misura saranno: imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria; imprese agroindustriali ; cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228; i soggetti di cui ai punti precedenti, costituiti in forma aggregata quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER). Gli interventi Gli interventi dovranno essere realizzati sui tetti e sulle coperture di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale e devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 1000 kWp. Potranno inoltre essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture: rimozione e smaltimento dell’amianto ed eternit dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro; realizzazione dell’ isolamento termico dei tetti ; realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria. Sono considerate ammissibili le seguenti spese: per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete; Le spese sono consentite fino a un limite massimo di 1.500,00€/KWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici. L’importo delle spese ammissibili è incrementabile fino ad ulteriori 1.000,00€/kWh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 100.000,00 . Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari ad euro 30.000,00 . per la rimozione e smaltimento dell’amianto , ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’ isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/KWp qualora fosse stato scelto di eseguire uno o più lavori di riqualificazione che comportino la demolizione e la ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/kWp; sono ammissibili le spese di progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza, direzione lavori e collaudi, se prestate da soggetti esterni all’impresa; Per tutti gli interventi sono altresì ammissibili, se prestate da soggetti esterni all’impresa: spese di progettazione, asseverazioni e altre spese professionali richieste dal tipo di lavori; spese relative all’ elaborazione e presentazione della domanda, direzione lavori e collaudi. Agli interventi realizzati viene riconosciuto un finanziamento in conto capitale con le seguenti intensità di aiuto rispetto alla spesa ammessa: Investimenti nel settore della produzione agricola primaria fino all’80% delle spese ammissibili; Investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli: fino all’80% delle spese ammissibili; Investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli: fino al 30% delle spese ammissibili; Investimenti nel settore della produzione agricola primaria senza vincolo dell’autoconsumo: fino al 30% delle spese ammissibili.
Via libera al decreto Parco Agrisolare





