Rating bancario: cosa valutano davvero oggi le banche
I modelli di valutazione generalmente adottati dagli intermediari finanziari combinano diversi elementi:
- indicatori economico-finanziari, legati a redditività, struttura patrimoniale e sostenibilità del debito;
- andamentale, ossia il comportamento operativo nei dell’impresa rapporti bancari;
- qualità informativa e prospettica, sempre più rilevante nelle decisioni creditizie.
Accanto a questi aspetti, iniziano ad avere un peso sempre maggiore fattori qualitativi legati a governance e sostenibilità (fattori ESG), che contribuiscono alla percezione complessiva del rischio, soprattutto nelle valutazioni prospettiche.
Non va inoltre trascurato un elemento spesso sottovalutato: molte imprese non conoscono il rating che le proprie banche attribuiscono loro, né le logiche che lo determinano. Questa asimmetria informativa limita la capacità dell’azienda di gestire in modo consapevole il rapporto con il sistema bancario.
Le leve concrete per migliorare il rating nel nuovo anno
La nostra esperienza ci ha mostrato che i miglioramenti più significativi derivano da azioni mirate su tre fronti:
- Sostenibilità finanziaria, non solo utile di periodo
La capacità di servizio del debito e l’equilibrio tra fonti e impieghi sono spesso più rilevanti del risultato economico in sé. - Gestione consapevole del rapporto banca-impresa
Andamentale, corretto utilizzo degli affidamenti e trasparenza nel dialogo incidono direttamente sul giudizio complessivo. - Pianificazione credibile e coerente
Budget, previsioni di cassa e stress test migliorano la leggibilità del progetto aziendale e rafforzano la fiducia degli interlocutori finanziari.
Gli errori più frequenti che penalizzano il rating
Molte imprese non peggiorano il rating per scelte sbagliate, ma per mancanza di metodo. Ecco gli errori che più comunemente riscontriamo:
- presentarsi alle banche solo a bilancio chiuso,
- non spiegare tempestivamente variazioni negative o eventi straordinari,
- affidarsi esclusivamente allo storico, senza una visione prospettica,
- sottovalutare il peso di elementi qualitativi come organizzazione e governance.
Una riflessione per l’inizio dell’anno
Gennaio è spesso il momento giusto per fermarsi, analizzare la propria posizione finanziaria e valutare se il rating attuale è coerente con gli obiettivi di crescita e di investimento dell’impresa.
Una maggiore consapevolezza dei meccanismi di valutazione consente di impostare con più efficacia il dialogo con le banche e di affrontare le decisioni finanziarie dell’anno con strumenti più adeguati.





