L’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante delle nostre vite e delle strategie industriali. Per governare questa trasformazione, l’Italia ha approvato una legge che non si limita a incentivare l’innovazione, ma introduce principi chiave per un’IA etica e sicura. L’uomo resta al centro Nonostante la potenza degli algoritmi, la normativa riafferma un principio fondamentale: la decisione finale spetta sempre all’essere umano . In sanità, l’IA è solo uno strumento di supporto, mentre la responsabilità delle scelte rimane ai medici. Lo stesso vale per la giustizia e la pubblica amministrazione, dove giudici e funzionari restano garanti delle decisioni. Tutela dei dati e trasparenza Per accelerare la ricerca, la legge consente il riutilizzo dei dati sanitari per finalità scientifiche senza richiedere un nuovo consenso, purché siano anonimizzati. Una misura che apre la strada a innovazioni cruciali, ma che impone alle organizzazioni di garantire la massima trasparenza verso i cittadini. Nuove regole contro gli abusi Per contrastare i rischi legati all’IA generativa, arriva una norma “ anti-deepfake ”: chi diffonde contenuti falsificati con sistemi di IA rischia fino a 5 anni di reclusione. Inoltre, l’uso dell’IA come “mezzo insidioso” può costituire un’aggravante per altri reati, rafforzando la protezione contro manipolazioni e disinformazione. Investimenti per innovare in sicurezza Accanto alle regole, la legge prevede un investimento fino a un miliardo di euro per sostenere imprese innovative nei settori IA, cybersicurezza e tecnologie emergenti. L’obiettivo è creare campioni nazionali, attrarre capitali privati e rafforzare la sovranità tecnologica italiana.
Italia e Intelligenza Artificiale: nuova legge per un’innovazione sicura ed etica





