Gli investimenti nel Mezzogiorno, nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016 e nelle zone economiche speciali (ZES) godono di una speciale agevolazione, nella forma di credito d’imposta, sino a copertura del 45% del costo sostenuto per l’acquisizione di beni strumentali nuovi . Gli incentivi hanno riscosso notevole interesse da parte delle imprese, anche in virtù del fatto che sono pienamente cumulabili con i benefici di super ed iper-ammortamento nonché con il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali introdotto dalla Legge di Bilancio 2020. Sono esclusi dal beneficio solo i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’accesso al credito d’imposta è precluso anche alle imprese in difficoltà. Per i crediti d’imposta Sisma e ZES sono esclusi dal beneficio anche i soggetti che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura. Più nel dettaglio, il Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno , istituito dalla Legge di Bilancio 2016 (L. 208/2015) è operativo dal 2016 con riferimento ai progetti di investimento iniziale inerenti a strutture produttive localizzate nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo . Il bonus è stato esteso dall’articolo 18-quater del D.L. 8/2017, convertito, con modificazioni, dalla L. 45/2017, anche agli investimenti realizzati nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma a far data dal 24 agosto 2016 . Con riferimento alle aree sisma Centro Italia, sono agevolabili gli investimenti avviati e realizzati successivamente all’autorizzazione del regime di aiuti da parte della Commissione europea, avvenuto con la decisione C(2018) 1661 final del 6 aprile 2018 , pubblicata sul sito Internet della DG Concorrenza il 15 maggio 2018. Inoltre, l’articolo 5, comma 2, del D.L. 91/2017, in relazione agli investimenti realizzati nelle zone economiche speciali (ZES) ha riconosciuto il predetto credito d’imposta in misura potenziata per gli investimenti avviati e realizzati a decorrere dalla data di entrata in vigore del DPCM istitutivo della zona economica speciale . La Legge di Bilancio per il 2020 ha poi disposto, all’articolo 1, commi 218, 316 e 319, rispettivamente, le seguenti proroghe : dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 , del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 , del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni del sisma Centro-Italia ; dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022 , del credito d’imposta per gli investimenti nelle ZES . Per la fruizione dei menzionati crediti d’imposta è necessario presentare, in via telematica, all’Agenzia delle entrate un’apposita comunicazione tramite un modello che gestisce, in maniera distinta, tutte e tre le misure agevolative. Per accedere pienamente ai bonus, occorre che la comunicazione consenta la possibilità di esporre gli investimenti che saranno realizzati nei periodi oggetto di proroga . Il 9 marzo u.s. Agenzia delle Entrate ha provveduto in tal senso, ammettendo la possibilità di indicare investimenti imputabili agli anni 2016-2020 , ex art. 109 TUIR , per il solo credito d’imposta Mezzogiorno . Dal 14 aprile 2020 è disponibile una nuova versione aggiornata del software di compilazione della Comunicazione per la fruizione del Credito d’imposta , per consentire ai destinatari del credito d’imposta sisma centro Italia (oltre a quelli del credito d’imposta Mezzogiorno , per cui già il software era aggiornato) di indicare anche gli investimenti da realizzarsi dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 . Con riferimento al credito d’imposta ZES , la procedura sarà aggiornata non appena Agenzia delle Entrate riceverà notizie dell’avvenuto adempimento degli obblighi europei da parte delle amministrazioni competenti. Per questa misura agevolativa, comunque, è sempre consentita la presentazione della comunicazione per indicare gli investimenti da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020 . Il modello può essere utilizzato dai soggetti titolari di reddito d’impresa sia per chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta sia per rinunciare ad una precedente richiesta o rettificare una comunicazione già inviata, comprese quelle presentate all’Agenzia delle Entrate utilizzando il precedente modello.
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