Manovra 2027: voucher per l’accesso delle PMI all’intelligenza artificiale

«Con la prossima legge di bilancio, introdurremo nuovi strumenti per sostenere gli investimenti, attraverso un voucher che favorisca l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, da parte delle Pmi». È quanto ha sottolineato, lo scorso 20 ottobre, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la visita all’Istituto italiano di intelligenza artificiale (Ai4i) di Torino.
L’idea parte dal mondo associativo, che ha elaborato e presentato al Governo la proposta “Investo Digitale” per la digitalizzazione delle imprese. Si sono mosse in tal senso, l’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), insieme a Confcommercio, Confimi Industria, Assosoftware, Confartigianato e Confprofessioni, con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese, degli studi professionali e degli enti del Terzo settore. Gli incentivi esistenti, a parere dei promotori, si sono concentrati soprattutto sui beni materiali e risultano spesso troppo complessi per le realtà meno strutturate.
L’indagine dell’Istituto Piepoli
La proposta è corroborata da un’indagine dell’Istituto Piepoli su 1.232 aziende tra i 2 e i 99 addetti. L’intelligenza artificiale risulta ancora poco diffusa nelle imprese italiane, ma cresce l’interesse verso strumenti che possano favorire gli investimenti tecnologici. La ricerca rivela che soltanto il 19% delle imprese utilizza soluzioni di intelligenza artificiale o automazione. Tra i principali ostacoli si annoverano i costi, la difficoltà di orientarsi tra le soluzioni disponibili e le procedure per ottenere agevolazioni.
Il 76% delle aziende intervistate dichiara che utilizzerebbe un voucher pubblico, se erogato con procedure semplici e con sconto o addebito diretto dal fornitore.
Il 70% è convinto che lo strumento farebbe concretamente la differenza per la propria competitività nell’arco di tre anni. I principali benefici attesi sono il risparmio di tempo (22%), la riduzione dei costi operativi (21%) e l’aumento della produttività (19%). Le priorità di investimento sarebbero Intelligenza Artificiale e automazione dei processi (30%), software gestionale ERP (20%) e software amministrativo/contabile (11%). Un buono del valore medio stimato di circa 6.200 euro risponderebbe a un bisogno finanziario reale.
Investo Digitale: la proposta
Investo Digitale è un contributo diretto, semplice e pluriennale. Le associazioni specificano che la proposta si basa su un impegno di risorse pubbliche nell’arco di un triennio.
Il modello di attuazione è imperniato su una procedura interamente online, che consente l’attivazione di voucher facilmente accessibili su di una rete di fornitori qualificati.
L’incentivo riguarda software, cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza e finanzia non solo l’acquisto, ma anche implementazione, formazione e consulenza. Inoltre, Investo Digitale allarga il perimetro a formazione, consulenza, intelligenza artificiale, certificazioni e servizi continuativi, nonché premialità per le soluzioni sviluppate in Italia e in Europa.
Il voucher risulterebbe erogato in relazione all’effettiva messa in funzione degli strumenti, non al loro semplice acquisto.
Secondo le stime, l’incentivo potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico.
Nello scenario centrale la produttività delle imprese beneficiarie aumenterebbe tra il 2,8% e il 3,7%, con un impatto cumulato sul PIL tra lo 0,45% e lo 0,65%. Nello scenario di attuazione accelerata l’effetto potrebbe raggiungere lo 0,75-0,95% del PIL.




