Lo scorso 18 dicembre il MASAF ha lanciato la nuova misura PNRR M2C1 I.4 “Facility Parco Agrisolare” per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici produttivi del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale.
La nuova misura, con una dotazione finanziaria di 789 milioni di euro, prevede i medesimi requisiti di selezione e finanziamento del secondo bando della misura Parco Agrisolare (Misura M2C1-2.2 PNRR disciplinato dal decreto ministeriale prot. n. 211444 del 19 aprile 2023) introducendo tuttavia importanti novità in termini di requisiti di qualità, criteri di priorità e distribuzione territoriale delle risorse.
Contesto e obiettivi
La misura supporta la transizione energetica dell’agricoltura italiana, in linea con la revisione del PNRR approvata il 27 novembre 2025.
Gli obiettivi principali:
- sostenere l’autoconsumo aziendale,
- diminuire il costo dell’energia,
- favorire l’integrazione tra produzione agricola e installazioni rinnovabili.
Beneficiari
Possono accedere ai contributi le seguenti categorie di soggetti:
- Imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria
- Imprese agroindustriali
- Cooperative agricole e i loro consorzi
- Forme aggregate come reti d’impresa, associazioni temporanee (ATI) o comunità energetiche rinnovabili (CER).
Interventi ammissibili
La misura finanzia:
- Impianti fotovoltaici sulle coperture esistenti
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- potenza da 6 kWp a 1.000 kWp,
- solo su tetti di fabbricati produttivi, senza consumo di suolo.
- Interventi complementari
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- rimozione e smaltimento dell’amianto,
- isolamento termico delle coperture,
- ventilazione e aerazione dei tetti,
- installazione di sistemi di accumulo,
- colonnine di ricarica elettrica.
Contributo
Il contributo è a fondo perduto con un’intensità di aiuto massima dell’80% rispetto alle spese ammissibili, che varia in relazione al settore in cui opera il soggetto beneficiario e, ove applicabile in funzione della realizzazione dell’intervento destinato o meno al soddisfacimento del solo autoconsumo o dell’autoconsumo condiviso.
Per gli interventi da realizzare dalle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli, l’intensità massima riconoscibile è pari:
- al 80% delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto fotovoltaico è compresa tra 6 kWp e 200 kWp;
- al 65% delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto fotovoltaico è compresa tra 200 kWp e 500 kWp;
- al 50% delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto è maggiore di 500 kWp fino al massimo di 1000 kWp.
Fanno eccezione:
- le imprese agricole che trasformano prodotti agricoli in non agricoli;
- delle imprese agricole di produzione primaria che superano il limite di autoconsumo o autoconsumo condiviso.
In questi casi l’aliquota è pari al 30%, incrementabile di:
- 20% per le piccole imprese;
- 10% per le medie imprese;
- 15% per investimenti realizzati nelle zone assistite ex art. 107, par. 3, lett. a) TFUE.
Il nuovo decreto MASAF prevede anche il riconoscimento di due priorità in sede di selezione degli interventi: ai progetti che non hanno già beneficiato di finanziamenti a valere sulla Misura M2C1-2.2 “Parco Agrisolare” e a quelli con proponente iscritto alla “rete agricola di qualità”.
I progetti ammessi alle agevolazioni dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento e rendicontati, entro lo stesso termine, secondo le modalità che verranno definite negli avvisi.
Il decreto ripartisce le risorse tra filiere e tipologie di attività, distinguendo:
- 473 milioni alla produzione agricola primaria (con vincoli già previsti nel quadro tecnico della misura);
- 140 milioni alla produzione agricola primaria senza tali vincoli, con possibilità per le imprese di presentare domanda solo su una delle due linee;
- 150 milioni alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli;
- 10 milioni alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.
Accanto al riparto settoriale, il provvedimento conferma anche un vincolo territoriale per l’impostazione delle candidature: almeno il 40% delle risorse (al netto degli oneri di gestione) deve essere destinato a progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per l’attuazione della misura il MASAF prevede l’emanazione di uno o più bandi per la concessione di agevolazioni.
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