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Digital transformation, Innovazione, Sostenibilità

I principali trend tecnologici del 2024, tra digitalizzazione e sostenibilità

Posted on Gennaio 1, 2023

Il 2024 si prospetta un anno di svolta per l’industria manifatturiera, con una forte enfasi su digitalizzazione e sostenibilità. Senza dimenticare il driver che da sempre spinge le aziende a intraprendere percorsi di innovazione: la ricerca di una maggiore competitività.La dodicesima edizione di SPS Italia, tenutasi a Parma dal 28 al 30 maggio, e la Hannover Messe, tenutasi ad aprile in Germania, hanno messo in evidenza le principali innovazioni e i temi chiave che guideranno il settore manifatturiero nei prossimi anni. Innovazioni che tendono sempre più a rispondere a reali esigenze delle imprese e sempre meno sono il risultato di sforzi di sviluppo spinti dalla pura ricerca tecnologica.Innovazione per la sostenibilità: Industria 4.0 vs Industria 5.0La sostenibilità è emersa come tema dominante in entrambe le fiere, benché sotto nomi diversi. In Italia da ormai oltre un anno le aziende hanno abbracciato il concetto dell’Industria 5.0, un paradigma che espande la visione 4.0 focalizzandosi su tre ulteriori asset: umanocentrismo, resilienza e, appunto, sostenibilità. In Germania, che – lo ricordiamo – è il Paese dove è nato nel lontano 2011 il concetto di Industria 4.0, pare non abbiano avvertito l’esigenza di trovare un nuovo “nome” per caratterizzare nuove tendenze che, evidentemente, sono ritenute delle semplici evoluzioni del sempre valido paradigma dell’Industria 4.0.Quale che sia il nome, i concetti – dicevamo – sono quelli. Aziende leader come Siemens, Schneider Electric e Festo hanno presentato al pubblico soluzioni che integrano l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose (IoT) e l’edge computing per ottimizzare i processi produttivi riducendo l’impatto ambientale. Queste tecnologie permettono di monitorare e gestire in tempo reale il consumo di risorse, minimizzando gli sprechi e migliorando l’efficienza energetica.Semplificazione e intelligenza ArtificialeUn altro grande trend che si sta affermando ormai da diversi anni è l’evoluzione delle tecnologie abilitanti nella direzione della semplificazione.La crescente complessità tecnica portata dalle più recenti innovazioni tecnologiche, con la progressiva ibridazione tra i domini delle Operational Technologies (OT) e dell’Information Technology (IT), unita alla conclamata carenza di competenze, sta spingendo le aziende a chiedere tecnologie più accessibili e intuitive. E i big player dell’automazione e del digitale stanno iniziando a rispondere a queste richieste.L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa in ambito manifatturiero – un terreno nel quale il successo di una tecnologia probabilistica non era affatto scontato – sta assumendo diverse forme. La prima è la gestione della documentazione relativa alle macchine, che punta a strutturare il know how aziendale e a rispondere proprio a quell’esigenza di interfacce semplificate e accessibili, che non richiedano skill avanzate o lunghi periodi di training.Su questo fronte vale la pena menzionare i vari Copilot introdotti da tutti i principali player a supporto sia delle attività di engineering, sia delle operations.Un altro modo in cui l’AI sta entrando nei processi manifatturieri è attraverso l’integrazione nelle logiche di supervisione e controllo, quindi all’interno di dispositivi come sensori e controllori. La logica qui è dotare le macchine di capacità previsionali, che consentano di anticipare eventuali rotture (manutenzione predittiva) o derive nella qualità della produzione. Il tutto con ricadute anche sul primo tema che abbiamo esplorato, quello della sostenibilità.Apertura e interoperabilitàUn terzo trend emergente è quello dell’apertura. Si tratta di un concetto che parte dall’interoperabilità tra tecnologie di fornitori diversi sulla base di standard riconosciuti. Ed è una novità dirompente in un ambito, come quello manifatturiero, da sempre caratterizzato da sistemi chiusi e tecnologie legacy.Nel segno dell’apertura è anche la rinnovata spinta alla collaborazione (open innovation, contratti di rete, collaborazioni commerciali ecc.), alla condivisione della conoscenza lungo la filiera tra tecnhmnology provider, system integrator e costruttori di macchine.Un ultimo cenno lo merita il tema dei cosiddetti data spaces, che sta suscitando un crescente interesse (qui – va detto – più in Germania che in Italia).I data spaces promuovono l’interoperabilità tra diverse piattaforme e sistemi, facilitando una condivisione sicura dei dati tra partner industriali, fornitori e clienti e consentendo la creazione di ecosistemi collaborativi. Consentono inoltre una gestione decentralizzata dei dati che permette alle aziende di mantenere il controllo e la proprietà delle informazioni, riducendo i rischi associati alla centralizzazione e migliorando la resilienza delle infrastrutture digitali.

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