Negli ultimi anni molte aziende hanno avviato progetti di digitalizzazione in ambito Supply Chain e Operations con l’obiettivo di migliorare la competitività e risolvere problemi operativi molto concreti: ritardi nelle consegne, stock out e invenduti, inefficienze in fabbrica, continui aggiustamenti manuali dei piani di produzione.
Eppure, nonostante l’introduzione di nuovi strumenti digitali, i risultati attesi non sempre arrivano. Il motivo raramente è legato alla tecnologia in sé. Più spesso, il problema risiede nel modo in cui il progetto viene impostato fin dalle fasi iniziali.
Un progetto di digitalizzazione della Supply Chain non è mai un semplice progetto IT. Anche quando riguarda un’area aziendale specifica, i suoi effetti si riflettono in modo trasversale su processi, ruoli e modalità operative. Per questo richiede un approccio olistico, capace di mettere in discussione i processi esistenti e di coinvolgere fin dall’inizio le persone che li vivono ogni giorno.
Obiettivi chiari e roadmap: le fondamenta di una digitalizzazione efficace
Il primo fattore critico di successo è la chiarezza degli obiettivi. Prima ancora di scegliere una soluzione tecnologica, è fondamentale definire quali miglioramenti si vogliono ottenere e in che misura: livello di servizio, efficienza produttiva, riduzione delle scorte, affidabilità delle date di consegna. Obiettivi troppo ambiziosi o poco realistici spesso rendono necessario ripensare il progetto in più fasi, adattandolo alla reale capacità dell’organizzazione di sostenerlo.
Accanto agli obiettivi, diventa essenziale definire le priorità di intervento e una roadmap coerente. Se, ad esempio, l’obiettivo è migliorare l’OEE o ridurre le fermate di produzione, è indispensabile costruire prima un sistema di raccolta dati di fabbrica affidabile e coerente con i processi produttivi. Allo stesso modo, per comunicare date di consegna realistiche, non basta introdurre sistemi avanzati di pianificazione e schedulazione: serve lavorare sull’integrazione tra customer service e produzione, su una definizione condivisa del livello di servizio con i clienti e sulla gestione del processo decisionale.
Dati, processi e persone: i veri fattori critici nei progetti Operations
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda le persone. Il successo di un progetto passa dal coinvolgimento attivo degli utenti finali, dalla presenza di key user e business process owner e da una gestione strutturata del cambiamento. Ascoltare chi opera sul campo non significa replicare il passato su nuovi strumenti, ma cogliere criticità e identificare opportunità di miglioramento.
Infine, certamente la scelta del partner gioca un ruolo determinante. Non si tratta solo di selezionare un software, ma di costruire con un’altra organizzazione una relazione basata su fiducia, competenze e capacità di accompagnare l’azienda lungo un percorso di trasformazione digitale e organizzativo che sia graduale e sostenibile.
Un progetto di Supply Chain di successo nasce quindi dall’allineamento tra obiettivi, processi, persone e tecnologia. Quando questo equilibrio viene raggiunto, il digitale diventa un vero abilitatore di valore e non un semplice strumento operativo.
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