SIMEST è storicamente al fianco delle imprese italiane, intervenendo sempre con misure concrete in situazioni di difficoltà, e anche questa volta non farà eccezioni: interverrà per supportare le imprese danneggiate dall’uragano Harry, devastante ciclone che a fine gennaio 2026 ha colpito Sicilia, Sardegna e Calabria.
Questo intervento è stato annunciato nell’ambito della conferenza stampa svoltasi lo scorso 2 febbraio, con la partecipazione del vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, per illustrare le misure messe in campo finora per sostenere le imprese danneggiate da Harry.
L’impatto dell’uragano sui territori
L’uragano ha flagellato Sicilia, Sardegna e Calabria dal 18 al 21 gennaio 2026, con piogge torrenziali oltre 300 mm, inondazioni e danni per centinaia di milioni di euro, colpendo soprattutto turismo, balneari e acquacoltura.
In Sicilia oltre mille imprese sono state devastate, con stime di 750 milioni di euro di perdite; in Calabria le coste ioniche rischiano la stagione turistica 2026, mentre le polizze catastrofali coprono solo una frazione dei danni.
300 milioni per la ripartenza delle imprese
SIMEST stanzierà a supporto 300 milioni di euro per le tre regioni colpite, con una misura analoga a quella prevista per le imprese esportatrici danneggiate dalle alluvioni (Emilia-Romagna, Toscana, Marche) del 2023. La misura include finanziamenti agevolati e il ristoro della perdita di reddito, con massimo 5 milioni di euro per azienda. Possono accedere ai contributi, sia le aziende direttamente attive sui mercati esteri sia quelle inserite in filiere a vocazione export. Gli indennizzi non potranno eccedere il 100% dei danni subiti e potranno riguardare solo danni direttamente riconducibili agli eventi alluvionali.
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